Il dizionario del traduttore tecnico


Il criterio di raccolta delle parole di questo dizionario è il seguente: si tratta di termini che compaiono spesso nella traduzione di documenti tecnici e che non hanno una traduzione immediata e univoca, oppure in genere vengono tradotti in modo errato, o semplicemente si prestano a discussioni che consentono di approfondire qualche aspetto linguistico/terminologico delle traduzioni tecniche.
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Handout (s.)
La definizione del New Oxford America Dictionary è: “printed information provided free of charge, esp. to accompany a lecture or advertise something”. È una parola che molte persone non sanno bene come tradurre, e che per questo spesso lasciano in inglese; o cercano di renderla con termini quali dispensa o volantino; però il primo sa troppo di aule universitarie, il secondo richiama in modo troppo marcato informazioni pubblicitarie. Oppure si ricorre a definizioni, come materiale da distribuire.
Una soluzione radicalmente diversa fu proposta dal linguista Arrigo Castellani, famoso per alcune sue proposte di traduzione di forestierismi ormai entrati stabilmente in italiano – come smog o marketing – che comparvero nell’articolo Morbus anglicus (pubblicato in “Studi linguistici italiani”, vol. XIII, 1987) e in interventi successivi nella stessa rivista. Nel foglio “La Crusca per voi”, n. 4, aprile 1992, così scrisse Castellani: “handout ‘foglio con un sommario di quello che si dirà in una conferenza (o con altre informazioni utili).’ Si potrebbe usare datino (‘quel che viene distribuito’), sul modello di statino (che è il verbalino degli esami universitari a Roma e probabilmente anche altrove).”
Ma datino non si è diffuso, forse perché sembra il diminutivo di dato nel significato di ‘singola informazione’ anziché del participio passato di dare come statino lo è di stato (‘posizione di un individuo rispetto a particolari obblighi e responsabilità’) quando usato in formule del tipo stato di famiglia, stato di servizio. La formazione di datino, insomma, non è trasparente ai parlanti.
Una soluzione che invece mi sembra ottima e che uso nelle mie traduzioni ogni qualvolta se ne presenta l’occasione è quella proposta dal linguista Luca Serianni; in un altro intervento in “Studi linguistici italiani”, lo stesso Castellani scrive “…si potrebbe usare… datino…o anche, e preferibilmente, come suggerisce Luca Serianni, allegato, ben diffuso in un’accezione un po’ diversa.”
Quando, in una mailing list di traduttori, ho suggerito di usare proprio allegato, mi è stato risposto che non andava bene perché gli handouts in oggetto erano non soltanto fogli stampati, ma anche altri tipi di materiale. A questa obiezione si può facilmente controbattere facendo osservare che per allegato si può intendere, con estensione semantica, qualunque tipo di materiale distribuito, così come ormai avviene nell’inglese, dove handout ha originariamente il significato di semplice materiale stampato (vedi la definizione iniziale).
(Luglio 2006)

Leak (s.)
Parlando di componenti idraulici, viene immediato tradurre questa parola con perdita. E infatti questa è la traduzione che riportano i dizionari tecnici. Ma esistono due tipi di perdita di fluido, e in italiano si possono distinguere: quando il flusso di perdita è notevole, a causa di usura o danni, sarà corretto scrivere perdita; ma quando esso è inevitabile e ridottissimo (alcuni millesimi della portata nominale), come è il caso nell’accoppiamento tra corpo e otturatore di una valvola, in cui il gioco non può essere ridotto a zero per evitare il bloccaggio meccanico dell’otturatore stesso, sarà meglio usare trafilamento.
(Febbraio 1997)

Receptacle (s.)
Questa parola compare spesso nei manuali di apparecchi, nella sezione dedicata alle connessioni elettriche. Sembrerebbe che l’unica traduzione possibile sia presa (di corrente). Così dicono i dizionari, giusto? Ma leggiamo questa frase: “To power the equipment, connect the power cord to the power receptacle on the back of the equipment”. Anche se non c’è una figura, si può dire con certezza che power receptacle indica una piccola cavità contenente una spina. Perché? Perché dei due elementi, spina e presa, che servono a stabilire un collegamento elettrico, quello che assorbe la corrente deve essere una spina, per motivi di sicurezza (dato che gli spinotti possono essere toccati, non devono essere sotto tensione). Per convincersene basta guardare il cordone di alimentazione collegato a uno dei propri apparecchi (ad esempio, la stampante) e il retro della stampante stessa. Nella frase di cui sopra power receptacle andrà quindi tradotta con spina.
(Febbraio 1997)

Routing (s.)
Ossia instradamento. Sia il verbo inglese to route sia il corrispondente italiano instradare significano “avviare in una data direzione” (ad esempio, ‘instradare il traffico su percorsi alternativi’). Per naturale analogia il verbo è passato a indicare l’operazione a cui vengono sottoposti i pacchetti di dati nelle reti telematiche. Ma negli ultimi anni è nato un secondo significato, meno ovvio, di instradare e non ancora registrato nei dizionari; quello di collocare nell’ambito di determinate operazioni tecniche, come la posa di cavi. La causa è da ricercare in traduzioni errate del verbo in manuali, nei quali spesso compare l’istruzione route the cables. In analogia al tipo di errore legato ai “falsi amici” (coppie di parole simili nella forma ma diverse nel significato), al traduttore si affaccia immediatamente alla mente il traducente ormai comune instradare e lo adopera laddove invece dovrebbe scrivere collocare/disporre/far passare (i cavi). Se questo uso sbagliato di instradare continuerà a moltiplicarsi, a un certo punto non potrà più essere considerato un errore e occorrerà accettarlo come innovazione lessicale, come è accaduto per tanti calchi, nati come falsi amici e poi diventati parole usuali. Ma intanto è un errore da evitare; e ci permette, insieme ad altri fattori naturalmente, di capire subito il livello di competenza della persona che ha fatto una certa traduzione.
(Agosto 1997; Luglio 2006)

Support (v.)
La definizione del New Oxford America Dictionary che qui ci interessa è: “(of a computer or operating system) allow the use or operation of (a program, language, or device): the new versions do not support the graphical user interface standards”. Molti traduttori spesso trovano inadeguato il corrispondente verbo supportare, ma hanno difficoltà a trovare altri traducenti appropriati. Il problema nasce dal fatto che supportare è, in senso informatico, un plastismo. (segue)
(Ottobre 2002; Luglio 2006)